Originario di Sansepolcro, ridente paese della Toscana ai confini con l’Umbria, all’età di quindici anni venni introdotto alla camera oscura e ai segreti del bianco e nero che mi affascinano tutt’oggi come una magia che prende l’anima.
Nel 1989 mi spostai a Firenze per studiare Biologia anche se il mio grande sogno era diventare fotoreporter. E’ là che decisi che avrei fatto il fotografo professionista e di fare della fotografia la mia vita. Fra un esame e un altro cominciai a lavorare come fotografo e a guadagnare i primi soldi con la fotografia.
Nel 1992 realizzai il mio primo reportage sulla ex-Jugoslavia e nel 1995 il mio primo matrimonio. In quegli anni non avevo ancora deciso quale dovesse essere la mia strada professionale, se quella della sala di posa o del viaggiare senza meta. Nel 1996 ero a Milano, per seguire la strada della fotografia pubblicitaria. Continuai a sviluppare le mie esperienze fra fotografia commerciale e pubblicitaria. Mi guadagnavo la vita fra sala di posa, still-life e ritratti.
In quei tempi le mie fotografie di storie di vita iniziavano ad apparire sempre più frequentemente sulla carta stampata. Lasciai la sala di posa e il banco ottico per abbracciare a tempo pieno il fotogiornalismo, per viaggiare e raccontare storie con le mie Nikon. Questo mi ha portato a viaggiare molto nei Balcani e a fare il corrispondente dalle varie guerre che si successero in quella parte del mondo, per alcuni anni.
La mia prima mostra personale fu “Albanesi d’Albania” a Sansepolcro nel 1997. Negli anni seguenti, le mie foto della guerra del Kosovo ebbero grande risonanza e divennero mostra itinerante, dal 1998 al 1999, toccando tutte le maggiori città italiane e tedesche. Al Friedensmuseum di Norimberga, Germania, rimasero esposte per anni.
Come conseguenza dell’abbandono della fotografia di guerra iniziai ad insegnare fotografia a Firenze. Nel 2003 aprii la mia propria scuola di fotografia TheDarkroom.
I reportage di questi ultimi anni sono prevalentemente a carattere scientifico, come I Nomadi del Vento, che mi hanno riportato nell’ambiente della biologia, Il Progetto LBT di Arcetri, col quale sono rimasto a contatto con gli astrofisici del famoso osservatorio toscano per oltre tre mesi. Ma anche La Festa dei Bektashi, documentario sociale grazie al quale sono tornato nei Balcani.
Mi piace viaggiare e scoprire il mondo, così continuo a sviluppare i miei progetti fotografici, oggi qua, domani là.